Non compaiono nel tempo che dichiaro quando mi viene chiesto quanto è servito per realizzare un’opera, eppure esistono. Sono le ore dedicate alla progettazione, alle prove, alle scelte e alle rifiniture. Sono le ore invisibili.

Quando qualcuno mi chiede quanto tempo impiego per realizzare un ritratto tessile, la mia risposta è sempre il numero di ore trascorse ad annodare: a seconda delle dimensioni e della complessità dell’arazzo, 70, 100, 120 ore o anche di più.

È una risposta corretta, ma racconta soltanto una parte della storia.

Prima ancora di realizzare il primo nodo ci sono la preparazione della fotografia, la progettazione grafica e la scelta dei colori del filato. Sono passaggi che possono richiedere dalle quattro alle otto ore, ma che preferisco non includere quando parlo del tempo di realizzazione dell’opera.

Di questa fase ho raccontato più approfonditamente nell’articolo “Come nasce un ritratto tessile da una fotografia?”. Se ti incuriosisce scoprire cosa succede prima di iniziare un lavoro, puoi leggerlo qui. → [link]

Quando finalmente inizio a intrecciare, ogni opera segue il proprio ritmo.

Un ritratto di dimensioni medie supera facilmente i 25.000 nodi. Altri arrivano a oltre 56.000, come il ritratto di Gianluca.

Ma non è soltanto il numero dei nodi a fare la differenza.

Anche il numero dei colori incide sul tempo di lavorazione.

Più tonalità utilizzo, più fili si intrecciano sul retro dell’opera. Tenerli ordinati e impedire che si annodino tra loro richiede pazienza, attenzione e continue pause per rimettere ordine prima di poter proseguire.

Quando l’ultimo nodo è terminato, l’opera non è ancora finita.

Ci sono la rifinitura della frangia, la scelta della chiusura, la stiratura e un lungo lavoro sul retro. Taglio i fili in eccesso, li fisso con cura e controllo che ogni tensione sia distribuita correttamente. Se l’opera lo richiede, preparo anche la confezione che la accompagnerà fino alla sua nuova casa.

Anche questa fase richiede mediamente quattro ore.

Alla fine mi accorgo che il tempo che annoto, in effetti, è soltanto una parte del tutto.

Le ore dedicate ad annodare raccontano come nasce il ritratto tessile. Quelle invisibili raccontano perché è unico.

Da oggi, quando guarderai un’opera terminata, forse non vedrai soltanto i nodi che la compongono. Riuscirai a immaginare anche tutte quelle ore invisibili che le hanno permesso di esistere.

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