“Eleganza in attesa” appartiene alla categoria di opere che prendono forma seguendo un percorso complesso e che finiscono per raccontare qualcosa non solo di sé, ma anche di chi le crea.

L’idea di questo arazzo è nata dal desiderio di creare un’opera elegante e senza tempo, capace di trasmettere armonia e bellezza.

Il lavoro procedeva bene quando, arrivata a circa metà dell’opera, mi sono accorta di qualcosa che stonava: c’era un errore proprio all’inizio. Un dettaglio che alterava l’equilibrio complessivo dell’opera e che, una volta individuato, non riuscivo più a ignorare.

Pietrificata, ho fatto ciò che a volte facciamo anche nella vita: ho messo da parte il problema.

Per oltre un mese l’arazzo è rimasto lì. Ogni giorno gli passavo accanto, lo guardavo e sentivo crescere la frustrazione. Nel frattempo immaginavo ogni possibile soluzione: nasconderlo in un cassetto per sempre, abbandonarlo nelle immondizie, recuperare soltanto il filo avanzato, rifarlo da zero, intervenire solo sulla parte difettosa oppure, cosa che più spesso mi veniva consigliata, fingere di non aver notato quell’errore e proseguire.

Forse è proprio in quel periodo che l’opera ha trovato il suo titolo: “Eleganza in attesa”. Un’attesa non soltanto dell’opera stessa, ma anche della decisione che avrebbe permesso di riportarla alla vita.

Poi, un giorno, ho capito che continuare a rimandare era più difficile che scegliere. Qualunque fosse stata la decisione, almeno mi avrebbe permesso di andare avanti.

Così, con pazienza, ho iniziato a disfare il lavoro. Nodo dopo nodo. Un processo lungo e meticoloso, perché ogni nodo era stato stretto con cura e opponeva resistenza.

Quando finalmente sono arrivata al punto dell’errore, l’ho corretto e ho ricominciato. E, quasi con sorpresa, l’opera si è completata in pochissimo tempo.

Questa esperienza mi ha lasciato un insegnamento prezioso: non sempre possiamo avere la certezza del risultato perfetto, ma scegliere e agire ci offre almeno la possibilità di raggiungerne uno. Rimandare all’infinito, invece, garantisce un solo esito: che un risultato non arrivi mai.

Per questo, per me, “Eleganza in attesa” non parla soltanto di stile ed eleganza femminile. Racconta il valore delle decisioni, il coraggio di ricominciare e la consapevolezza che, dopo ogni attesa, arriva sempre il momento dell’azione.

E forse non è un caso che, dopo questa opera, sia già in arrivo un nuovo arazzo: una figura maschile che, idealmente, proseguirà questo dialogo iniziato con l’attesa, trasformandola finalmente in movimento.

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